#socialchefpiemonte @CostardiBros

Ma dico: ve lo immaginate di trascorrere un giorno interno con due chef stellati che vi portano dentro la loro preziosa cucina, vi svelano segreti dal sapore dorato, vi accompagnano in giro per la loro città natia (mostrandovi addirittura l’asilo dove il risotto delle suore gli ha cambiato per sempre la vita) e poi vi ospitano nel loro ristorante per una cena power che si chiude con il botto e un tasso alcolico decisamente alto, tanto poi l’alloggio nel loro hotel di famiglia è assicurato?

Ecco io non solo me lo immagino, ma ho avuto la fortuna di vivero tutto questo con i miei compagni di avventura di #socialchefpiemonte (capobanda ineguagliabile Carlo Vischi) con cui sono stata a Vercelli dai nostri amici/miti Christian e Manuel Costardi, fratelli chef alla guida del ristorante stellato dell’hotel Cinzia, quello di famiglia che ci ha ospitati – un grazie speciale va alla mamma, Cinzia appunto, che ci ha sopportati e coccolati tutti quanti.

Christian e Manuel Costardi

Christian e Manuel Costardi

Con i Costardi Bros abbiamo trascorso una bellissima giornata iniziata fra le vie di Vercelli (una città super bella, chi l’avrebbe mai detto) con sosta alla Città del riso, una vera e propria boutique del prodotto, dove abbiamo conosciuto Gabriele Conte in rappresentanza del mondo Gli Aironi, azienda produttrice di riso e tutto quello che con esso ci si può fare – farine, birra, dolci, grappa. Con lui abbiamo scoperto un sacco di cose belle sul riso e sulle gemme, claim dell’azienda stessa, e sul tipo particolare che i Costardi Bros si fanno produrre soltanto per loro, un riso purissimo e iper controllato che è la base dei loro risotti croccanti irresistibili.

Tornati all’hotel Cinzia abbiamo avuto l’onore di accompagnare gli chef in cucina e vederli all’opera, prima preparandoci il famoso “panino come una volta” con lingua, cipolla di Tropea, bagnetto verde e bagnetto rosso – non saprei come farvi capire quanto è buono e forse per questo che se lo portano fino a Londra all’evento House of Peroni. Mentre divoravamo questa prelibatezza, Christian spadellava per prepararci il risotto al pomodoro, ma non il solito risotto, il loro, quello servito nella fighissima lattina pop disegnata da Bob Noto, con il pesto e la scorza di limone. Dire che ne avrei mangiato 7 quintali è superfluo, no? Manuel nel frattempo impastava la focaccina che avrebbe accompagnato la nostra cena e preparava il vasetto del goloso con riso crunchy in versione fruit ai lamponi. Un pranzo in cucina così bello, sinceramente non l’avevo mai fatto e bisogna ringraziare tutto lo staff che ci ha sopportati fra foto e chiacchiere.

Fra, Carlo e Lisa alle prese con "Il panino come una volta"

Fra, Carlo e Lisa alle prese con “Il panino come una volta”

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Risotto al pomodoro nel barattolo di Bob Noto

Risotto al pomodoro nel barattolo di Bob Noto

Nel pomeriggio poi siamo stati pure in quota a visitare i vigneti e poi le cantine dell’azienda vitivinicola Nervi, storico punto fermo di Gattinara. 24 ettari di terreno vulcanico dove si produce Nebbiolo, fra cui il Gattinara, il Valferana e un Rosa apprezzato persino in Francia.

La sera è finalmente arrivato il momento tanto atteso di piazzare le gambe sotto il tavolo e gustare una splendida “cena del silenzio”*, forse in onore al fatto che quando postiamo foto e commentiamo sui social network noi blogger a tavola facciamo moto ridere tutti zitti e presi dalle nostre attività comunitarie.
Una cena da svariate portate che i Costardi Bros hanno sperimentato sulla difficilissima piazza del Festival di Cannes e noi abbiamo avuto l’onore di ritrovare a Vercelli.

*Il menu del silenzio è stato presentato alla cena di gala del Festival di Cannes, ispirato a “Le Monde du silence” il film di Jacques Cousteau e Luis Malle vincitore della Palma d’oro nel ’57.

Gamberi branzino e capasanta con olii essenziali su pietra calda

Gamberi branzino e capasanta con olii essenziali su pietra calda

Non sto a elencarvi tutti i piatti che abbiamo gustato, perché vi invito ad andare a cena da Christian e Manuel di persona, ma vi garantisco che erano uno più buono dell’altro (in particolare, però, vorrei apprezzare coram populi il baccalà mantecato con crema di patate e polvere di noce moscata e i gamberi branzino e capasanta con olii essenziali serviti su pietra calda). Il dessert poi, che essendo l’ultima portata deve lasciare davvero il segno (Christian Costardi dixit) è stato davvero un colpo di classe: mousse di liquirizia, granita di limone, polvere di biscotto di riso nero e gelatina di tabacco servita in un una nube di azoto liquido, giuro! Una esperienza da provare.
Non è poi mancato anche un sorso di grappa di riso Gli Aironi e un bicchiere di una limitatissima edizione di birra Estrella firmata, dici poco, da Ferran Adrià: Estrella Damm Inedit, qualcosa di davvero buono!

Grappa di riso Gli Aironi

Grappa di riso Gli Aironi

Io e la "mia" Estrella

Io e la “mia” Estrella

Non mi resta che ringraziare tutti quelli che hanno condiviso questa esperienza con me – davvero un simpatico gruppo quello di #socialchefpiemonte – e in particolare Christian e Manuel che ci hanno accolto come in famiglia. Ancora non sanno però che torneremo… ah se torneremo!

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