Siamo fatti così

Body Worlds Milano

Body Worlds Milano

So che questo post esula dai miei soliti argomenti – ma non posso non dire la mia su Body Worlds dell’anatomopatologo Gunther Von Hagens che mette in scena il vero corpo umano senza filtri. Dopo averne lette e sentite di ogni su questa mostra fra le più visitate del momento (a oggi più di 34 milioni di persone nel mondo hanno soddisfatto la propria curiosità) ho deciso di andare a visitarla e di portare con me mio nipote di 10 anni. Ero scettica, lo ammetto, soprattutto temevo che lui potesse rimanere impressionato da corpi di cadaveri messi in mostra grazie al sistema di plastinazione (un procedimento innovativo, in grado di conservare perfettamente tessuti e organi, sostituendo ai liquidi corporei dei polimeri di silicone che rendono gli elementi organici rigidi, inodore e ne mantengono vividi i colori), seppur con finalità didattiche ed educative, per la conoscenza del nostro corpo. Inoltre alcuni scoraggiavano di andarci con i bambini o di andarci addirittura perché espressione artistica troppo cruda. Ecco: smentisco totalmente questa cosa. Nulla di ciò che è esposto lede la sensibilità dello spettatore a mio avviso, ma anzi è totalmente affascinante scoprire come siamo fatti veramente. Riccardo, mio nipote, era felicissimo e la cosa che l’ha sconvolto (l’unica) è l’immagine di una pompa cardiaca mentre viene innestata – cosa che un Grey’s Anatomy qualsiasi mostra in tv a tutte le ore con tranquillità. Quindi il mio consiglio è: visitate Body Worlds finché siete in tempo, a Milano fino al 17 febbraio. Segnalo comunque un interessante dato che ho letto: dal 1982 l’Institute for Plastination cura il programma di donazione dei corpi utilizzati per la realizzazione della mostra e al momento conta oltre 13 mila donatori registrati. E se lo scopo iniziale della plastinazione – sostiene il medico – “è stato fin dal principio scientifico, ossia la formazione di studenti di medicina”, oggi i suoi preparati sono evidentemente usciti dalle aule di anatomopatologia per entrare nelle sale dei musei, in quelle cinematografiche (una scena di 007 Casinò Royale è stata girata all’interno della mostra) e persino in case private: i plastinati (si dice ci vogliano 15 mila ore di lavoro per farne uno), infatti, sono venduti – a quanto pare – a cifre anche piuttosto sostenute. Insomma, un certo dilemma etico si apre sulla “giustezza” di questa operazione, motivo in più, forse, per visitare la mostra e farsene un’opinione.

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