Perplessità

Oggi mi sono messa al computer con l’intenzione di commentare i fatti assurdi di questi giorni: la strage di Oslo per mano di Anders Behring Breivik e la morte di Amy Winehouse. Vorrei davvero farlo, ma non ci riesco. Sono stordita. Continuo a leggere analisi, articoli di giornale, racconti di chi, da una parte o dall’altra è, o si sente, coinvolto negli accaduti, ma tutti mi sembrano così incompleti. Come si può spiegare in poche righe la follia? E come si fa ad arrendersi all’evidenza di una disperazione così profonda da portare alla morte prematura? E’ proprio la morte inaspettata soprattutto a lasciarmi così sconvolta, infatti. Gente che era al lavoro nei palazzi del centro città di Oslo, ragazzi che si confrontavano a una convention su un’isola, un’artista sola (forse) nella sua casa londinese… nessuna di queste persone certamente pensava alla morte, immaginava la morte, voleva la morte. Eppure…  eppure è arrivata: per mano di un folle sociopatico e per colpa, forse, di un mix letale di droghe e farmaci. E’ davvero difficile reagire di fronte a tutto questo, trovare una spiegazione è impossibile.

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