E ora… ci vorrebbe un digestivo

Ieri sera avevo un impegno e così ho registrato con MySky il “nuovo” programma di Lorella Cuccarini in onda su Rai1: E ora… Ci vorrebbe un amico. Doveva essere l’occasione Rai di mostrare nuovi linguaggi di comunicazione come i flashmob e i lipdub (grandi protagonisti di questa estate, ne vedremo finalmente begli esempi nel prossimo programma in partenza il 18 luglio su MTV, Coca Cola Lipdub@MTV), e invece è l’ennesimo tentativo di strappare lacrime al pubblico di fronte alle sfighe dell’umanità (come se la gente non avesse già di che piangere a sufficienza). Quindi ecco che la Lorellona nazionale diventa un mix (letale) fra Maria De Filippi e le sue buste (che però, almeno, non fa solo l’11% di share…), gli occhi sofferenti di Barbarella D’Urso e la Carrà che riunisce famiglie, amanti e tutto ciò che l’uomo ha diviso. Il risultato però sono lipdub (video cioè girati in piano sequenza sulle note di una famosa canzone interpretata dai protagonisti in playback) di successi come Non mollare mai di Gigi D’Alessio o hit strappacuore della Pausini, tutto ciò che va contro il “nuovo”, per ancorarsi al più vecchio e trashissimo nazional popolare. La solita tv del dolore condita di abbracci, lacrime, anelli di fidanzamento, dichiarazioni d’amore e amicizia infinita, senza far mancare anche una bella performance di Al Bano (potevamo risparmiarcelo?) e video messaggi nostalgici e piagnosi. Insomma: l’ho visto a colazione e ora sto trovando un modo per digerire la brioches.

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