Un Festival chiamato Consolazione

E anche quest’anno è toto-Sanremo. A cinque mesi dal Festival sono già in moto le polemiche, gli annunci e le smentite. Chi condurrà la kermesse? E chi saranno le vallette? Chi calcherà quel palco conquistandosi un posto nel paradiso della tv italiana?

Prima dell’estate già si parlava come madrina di Belen Rodriguez, indiscutibilmente la donna del momento, che poteva concludere il suo anno d’oro sul palco dell’Ariston. E invece? L’avvenente soubrette è stata travolta dal polverone, e qui è proprio il caso di dirlo, cocaina. Le due principali discoteche di Milano, da lei frequentate, sono finite nel mirino degli inquirenti per un giro di droga che coinvolge vip e starlette, fra cui immancabilmente la quasi signora Corona, chiamata perciò a raccontare la sua esperienza fra le mura festanti dei locali della City. Prezzo di questa forzata sincerità? La possibile esclusione da Sanremo, come fu escluso Morgan e il suo crack che gli costarono oltre alla partecipazione al Festival, la poltrona ad X Factor.

Ma se non fosse questo il motivo che porterebbe all’allontanamento dell’argentina dalla città dei fiori? Qualcuno parla piuttosto di interessi economici che esulano dalla droga e dalla morale. Si vocifera che un certo main sponsor del Festival non voglia proprio vedere sul palco la testimonial del suo più acerrimo nemico. Quindi? Belen, adieu! Forse. Perché in realtà il suo nome ronza ancora nei corridoi Rai e rimbalza costantemente sui giornali accanto a quello di altre bellone della tv.

In ogni caso, quando nel regno rimane vacante il posto di re, o di reginetta del piccolo schermo in questo caso, si pone prepotentemente la questione della successione. Importante non sbagliare dopo la ritrovata serenità della “macchina Festival” che ha rivisto la luce per mano e merito della Clerici. Un successo insperato quello dell’Antonella Nazionale che quest’anno è riuscita a far resuscitare la kermesse portando gli ascolti in alto come non si vedeva (e sognava) da anni. La ricetta? Misteriosa in realtà. Nessun effetto speciale o altro trucco che possa spiegare l’operazione da vero Re Mida della Clerici. Eppure… eppure eccolo lì il Festival, risorto come non si credeva possibile. Impossibile allora ricacciarlo nell’abisso della noia e dell’indifferenza che lo inseguiva e lo acchiappava da anni. Fondamentale azzeccare i protagonisti di questa 61esima edizione.

In pole position per la conduzione a oggi ci sono quindi tre colossi della tv: il solito Pippo Baudo, che finché campa (mediaticamente parlando) sarà sempre in lizza, Bruno Vespa, improbabile asso nella manica ma si sa, “le vie del Signore sono infinite”, e lui queste vie spesso le bazzica, e Gianni Morandi, certamente il più quotato. Sempre che non si rifaccia il nome di Fiorello, che circola ormai da anni.

“Non è ancora una decisione, ma un’ipotesi”, ha dichiarato riguardo a Morandi Mauro Mazza, direttore di Rai1, “sarebbe una bella scommessa per noi e per lui”. Certo sarebbe una sorta di risarcimento a Morandi che avrebbe, secondo quanto si diceva, dovuto far rivivere Canzonissima, lo storico show degli anni Sessanta, in una versione moderna abbinata alla Lotteria Italia, di cui poi non si è fatto più nulla. Potrebbe essere quindi questo il suo premio di consolazione?

E a godere di questo premio, accanto a lui, forse saranno le showgirl più chiacchierate di quest’estate: la quasi, un giorno sì e uno no, signora Corona, Belen Rodriguez e la quasi, almeno da un anno, signora Clooney, Elisabetta Canalis, sempre a un passo dall’altare e ora a un passo dal palco dell’Ariston. E Manuela Arcuri? Anche lei, infatti, è fra le possibili vallette.

Chi la spunterà fra le more è tutto da vedere, e probabilmente lo si saprà fra una quindicina di giorni. Probabilmente alla fine, vista l’imprevedibilità che avvolge questa manifestazione, sarà una bionda, impensabile e sconosciuta come Andra Osvart fu nel 2008.

Intano nessuno sa chi sarà il direttore artistico della manifestazione che, nemmeno a dirlo, dovrebbe proprio essere la figura più importante, ma che in realtà non interessa a nessuno, case discografiche comprese. Nel migliore dei mondi possibili, e comprensibili, dovrebbe, infatti, essere il direttore artistico a proporre una formula che inneschi di conseguenza la materializzazione dei contenuti e dei volti. Ma qui no. Si parla perciò, ma solo marginalmente, di una possibile riconferma di Gianmarco Mazzi, ma chissà che non possa ritornare in sella Pippo Baudo che vistosi negata la conduzione desideri a sua volta un premio di consolazione.

Quel che è certo è che il Gianni Morandi così tanto nazional-popolare piace ai vertici Rai e non sarebbe nemmeno da escludersi un tandem con Massimo Ranieri, una specie di unione nord-sud canora che potrebbe omaggiare così il centocinquantenario dell’Unità d’Italia. Ad alcuni l’idea fa sorridere ma, quando in ballo c’è Sanremo, tutto è possibile, come cantava una celebre boy band italiana che quel palco l’ha calcato. E pensare che si chiama Festival della Canzone Italiana. L’unica musica che interessa però è quella del pre partita. Tutti gli anni la stessa, noiosissima, musica.

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