La verità è che non mi è piaciuto proprio

 

Un venerdì sera come tanti: stanchezza accumulata, un pò di stress, molto sonno ma voglia di vedere gli amici che inevitabilmente si trascurano durante la settimana. Decido così di uscire con Martina e optiamo per un cinemino tranquillo. La nostra scelta cade su La verità è che non gli piaci abbastanza. Abbiamo voglia di non pensare e goderci un filmetto rosa senza impegno. Prima della proiezione incontriamo diversi vecchi amici con fidanzate annesse. Non saremo quindi solo donne a vedere questo film dal cast stellare. Ben Affleck, Jennifer Aniston, Drew Berrymore, Jennifer Connelly, Kevin Connolly, Ginnifer Goodwin, Scarlett Johansson. Chi poteva immaginarsi un filmaccio del genere?

Ebbene 129 minuti di pellicola sono riusciti ad aumentare la stanchezza, lo stress, il sonno e farmi montare pure un pizzico di nervoso. Ho infatti pagato per vedermi sbattere in faccia un film impietoso nei confronti delle donne, che vengono dipinte come assolute cretine in balia dei sentimenti e delle azioni dei loro compagni, amanti o sognati principi azzurri. Uomini mostrati invece come svogliati senza palle che però dominano il proprio mondo e quello delle poveracce che incontrano sul sentiero del loro arido cuore. Donne sconfitte che però, alla fine – povere illuse – non smettono mai di sperare di sentirsi complete. Bleah!

A partire dalla povera Gigi, che non è in grado di interpretare i segni che gli uomini con cui esce le danno forti e chiari – “non mi interessi e non ti richiamerò mai” -, il film racconta di un gruppo di donne e dei loro problemi d’amore. Chi viene tradita, chi ha un compagno da 7 anni che però non la vuole sposare, chi non riesce ad avere un appuntamento manco a pagarlo, chi, pur di vivere una storia appassionante, sceglie di andare con un uomo sposato. Felicità introvabile quindi, che si sia single o in coppia, questa la summa.

Voto: 4, all’unanimità con tutti gli amici rincontrati fuori dal cinema alla fine del film. Sperando che non si siano mollati nelle ore successive con le morose a cui, di certo, qualche dubbio sui propri simpatici fidanzati, sarà pur venuto. Unica nota positiva è la colonna sonora, molto frizzante e piacevole nonostante la tortura del film. Non piace a nessuno una sottospecie di psicoanalisi di due ore no?

E io che volevo andare a vedere The International con quel bonazzo di Clive Owen…

 

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