Arturo nel Gran Varietà delle meraviglie

Gran Varietà

Se non l’avesse coniata James Joyce, la definizione stream of consciousness sarebbe da attribuire ad Arturo Brachetti e al suo Gran Varietà. Uno spettacolo di 150 minuti per raccontare sogni fra palco e realtà.

Un gruppo di turisti internazionali viene accompagnato da Arturo, il capo gita, in un vecchio teatro che il giorno dopo verrà demolito per far spazio ad un centro commerciale. Dopo pochi istanti una voce misteriosa terrorizza i gitanti. E’ il Fantasma dell’Opera che annoiato obbliga i turisti ad un patto: dar vita ad uno spettacolo se vogliono rivedere la luce del sole. Le porte del teatro infatti si sprangano e il variegato gruppo, dopo un attimo di incredulità, prova ad inventarsi un varietà. Due inglesi decisamente sovrappeso aprono le danze improvvisandosi ballerine di tip tap, un tedesco di nome Otto si trasforma in un mago pasticcione mentre una coppia di carabinieri svestono la noiosa divisa d’ordinanza per mostrare muscoli da paura in un numero di forza fisica notevole. 18 attrazioni in tutto sul cartellone del varietà. Stupenda la scenografia, incredibilmente belli i numerosissimi costumi, sopratutto nei 5 minuti finali, che valgono lo spettacolo intero. Brachetti poi è insuperabile. Si cambia in continuazione d’abito in massimo 5 secondi, interpreta una miriade di personaggi, balla e canta. Cosa si può pretendere di più da un uomo di spettacolo?

Devo ammettere che sono andata all’anteprima di ieri al Teatro Smeraldo di Milano un pò scettica e titubante. Non sapevo proprio cosa aspettarmi da un trasformista. Ho decisamente fugato i miei dubbi. Arturo Brachetti ama follemente il teatro e riesce a trasmettere alla perfezione il suo amore al pubblico con uno spettacolo, dal sapore un pò retrò, onirico, divertente e coinvolgente al punto giusto.

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2 pensieri su “Arturo nel Gran Varietà delle meraviglie

  1. Che bella recensione!!!!
    Secondo me però alcune parti erano tagliabilissime…almeno di un paio di minuti. Ma è piaciuto molto anche a me.

  2. spettacolo circenze al costo di 45 euro… mi sembra troppo sinceramente. testi e gag scontati e banali. il trasformismo che è poi la vera peculiarità, nel computo dello spettacolo occupa una piccola parte. varietà e canti insopportabili.

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