Premesso che di hip hop ne so poco e nulla, ho visto Mtv Spit (che letteralmente significa “sputo”) e sono soddisfatta (in onda il venerdì sera alle 21.10 e poi in svariate repliche). Prima di tutto perché, finalmente, su Mtv va di nuovo in onda qualcosa di nostrano e non solamente la spazzatura che arriva dall’estero, sottotitolata e infelice, secondo perché è un talent decisamente interessante. Mi sento un po’ come uno dei giudici, Niccolò Agliardi, cantautore catapultato in un mondo non suo, rimanendo assai affascinata dal freestyle. Sì perché il tutto si svolge così: conduce Marracash, che tiene perfettamente botta, tre giudici, Agliardi appunto, che giudica più la sintassi che la tecnica, J-Ax e Mastafive, che per gli addentro al settore è una celebrità, con loro un giudice special guest chiamato ad esprimersi su due coppie di contententi che si sfidano prima su un tema sociale assegnato dalla produzione (vedi cocaina, chirurgia estetica, emerginazione delle donne), poi in quello che si chiama Top of the head, i due si sfidano colpo su colpo cercando di dire la battuta alla quale l’avversario non riesce a replicare. Su due coppie, passano tre artisti. Meccanismo semplice, ma un talent decisamente diverso. Dove la parola ha un’importanza che altrove non si trova. Per chi poi, come me, non ha mai assistito a un incontro, sì perchè la gara si svolge in una gabbia, a mo’ di lotta fra galli, di freestyle, è pazzesco vedere come questi inventino rime spesso davvero cool e infarcite da citazioni colte come nulla fosse. Insomma, il rap che non ti aspetti. Yo.
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Il red carpet 2012 secondo me
27 febbraio 2012Tralasciando i commenti “tecnici” sui film, nonostante sia felicissima per il trionfo di The Artist e Meryl Streep, ecco le best and worst dressed degli Oscar 2012 secondo me. Gli abiti migliori, a parer mio, sono stati quelli indossati da Stacy Keibler, nuova fidanzata di George Clooney, in Marchesa, che è quasi sempre una garanzia. Altro abito stupefacente quello di Gwyneth Paltrow firmato Tom Ford. Jessica Chastain era perfetta in Alexander McQueen, un abito broccato, davvero regale. Meravigliose in chiaro anche Cameron Diaz in Gucci Premiere e la presentatrice di E! Entertainment, Giuliana Rancic in Tony Ward. Molto, molto, adeguate le due dive Glenn Close in Zac Posen e Meryl Streep in Lanvin. Giudizio tiepido invece per Angelina Jolie in atelier Versace: abito stupendo, ma il velluto troppo pesante per il periodo, forse in dicembre sarebbe stato più apprezzato. Anche l’abito di Penelope Cruz Armani Privè era molto bello, peccato il colore non le donasse particolarmente. Stesso giudizio per l’abito Givenchy di Rooney Mara, molto bello, ma non mi ha convinto appieno. Un no secco invece per Michelle Williams in Louis Vuitton, che però non ha mai brillato per buon gusto, e Sandra Bullock in un abito di Marchesa decisamente troppo castigato. Troppo modesto l’abito Dior Couture a pois di Natalie Portman. Eccessiva, invece, Jennifer Lopez, fasciata in un abito di Zuhair Murad. Un po’ troppo pacco regalo, e con un fiocco già visto in passato, Emma Stone in Gianbattista Valli. Sono ancora indecisa rispetto all’abito della bravissima Shailene Woodley che vestiva Valentino. Probabilmente, alla fine, lo amerò
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A 36 ore dalla finale
4 gennaio 2012
Se c’è una edizione di X Factor che ho seguito bene, direi proprio che è questa quinta. Era dai tempi in cui i Bastard Sons of Dioniso accendevano il palco e gli animi del mio ex gda (gruppo di ascolto), quello del master che comunque non scorderò mai come il primo amore, che non mi facevo prendere così dalla competizione. Quest’anno, sin dalla prima puntata, sono rimasta incollata al televisore sempre in compagnia della stessa formazione: Giuseppe, Massimo, Franca, Daniele e poi Chiara, Alessandro e Claudia, ognuno con le sue preferenze. Fin dall’inizio abbiamo tutti però indifferentemente amato Antonella (della categorio over 25 di Arisa) che, da vera maschia, si è trasformata in donna e artista completa puntata dopo puntata. Inevitabile quindi tifarla anche in finale. Controverso invece il percors de I Moderni, gruppo di Elio, che davamo per spacciati fin da subito e invece sono arrivati a un passo dalla vittoria. Molto bello il loro inedito, Non ci penso mai, dei Two Fingerz e Tafuri, seppur molto simile a camzoni già sentite, è vincente, ma il loro trionfo è improbabile. Franceschina rock è alle calcagna e, appunto, Antonella è veramente forte. Un peccato non ci sia arrivata anche Nicole in finale, secondo me molto talentuosa e con un inedito davvero commerciale e commerciabile, Sarà Possibile. Anche quello di Francesca, cantante under 25 di Simona Ventura, non è male, Distratto, scritto da Elisa. Bello il testo, non scontato almeno. Particolare anche quello di Antonella, un po’ meno fruibile forse: Cuore scoppiato di Luca Marino. Insomma una bella lotta…
Apprezzabile anche un’iniziativa che accompagna questa finalona: l’asta benefica che su Ebay apre oggi, fino al 7 gennaio, dove è possibile acquistare molti degli oggetti e accessori visti indosso a giudici e concerrenti di questa edizione. Dalle vestaglie delle Cafè Margot indossate durante un’esibizione sul palco, agli orecchini di Arisa, le scarpe di Jessica, le tazze dei giudici e i completi di Alessandro Cattelan (grandissimo presentatore) e di Elio. Il tutto per finanziare la Scuola Media Statale di Via Vivaio a Milano, specializzata in percorsi musicali sia per non vedenti che per normodotati, unica scuola in Italia, tra le tante a indirizzo musicale, a prevedere l’insegnamento dello strumento per tutti gli alunni. Insomma l’ennesimo e buon incentivo alla musica. E ora attendiamo questa finale e che vinca chi se lo merita!
Queste le canzoni che ascolteremo:
I Moderni:
Manche Duetto: Heaven con Emeli Sandé
Manche Inedito: Non ci penso mai (Two Fingerz – Tafuri)
Manche Best of: Diamonds are a girl’s best friend (Nicole Kidman) / Fuck you (Cee Lo Green) / Judas (Lady Gaga)
Antonella:
Manche Duetto: Come si cambia con Fiorella Mannoia
Manche Inedito: Cuore scoppiato (Luca Marino)
Manche Best of: What else is there? (Royksopp) / Strict Machine (Goldfrapp) / Morirò d’amore (Giuni Russo)
Francesca:
Manche Duetto: La tua ragazza sempre con Irene Grandi
Manche Inedito: Distratto (Elisa – Casalino)
Manche Best of: Someone like you (Adele) / House of the rising sun (The Animals) / Whole lotta love (Led Zeppelin)

Essere Amanda
3 dicembre 2011Finalmente una serie nuova che mi piace: Revenge. A pensarci bene, ma neppure in maniera troppo sofisticata, è una serie tv che non ha nulla di originale. Ha una trama semplice come quella di una soap opera, così come personaggi e ambientazioni. Sono pazza allora? No, non credo. Soltanto, appena iniziata la ottava e ultima stagione di Desperate Housewives (per giunta STUPENDA), sento già la mancanza di un telefilm così: semplice, fruibilissimo anche in lingua originale, che non mi faccia tremare come American Horror Story (che comunque bisogno vedere perchè è figo, poco da dire), e abbastanza pepato da farti venir voglia di vedere la puntata dopo. Ecco, secondo me una serie tv, per esser ben fatta, deve avere queste caratteristiche. E Revenge le ha. Una ragazza (interpretata da Emily VanCamp, già vista in Brothers&Sisters), sotto falsa identità, torna nei luoghi del suo passato per vendicare la fine ingiusta della vita di suo padre e della sua felicità famigliare. A uno a uno tutti i protagonisti negativi della sua prima e vera esistenza, vengono colpiti e affondati. Forse, la pecca, è l’estrema e poco credibile facilità con cui una ragazzina che sembra Paris Hilton intelligente riesca a rovinare una trama, quella delle vite dei suoi nemici, alla vista assolutamente perfetta e incrollabile. Certamente non le andrà sempre bene, ed è per questo che consiglio di vederla, perchè secondo me riserverà delle sorprese. E poi, oh, è figo pensare di vendicarsi così fantasticamente con chi ti ha rovinato la vita, no? Almeno in tv, lasciamo che i buoni vincano, e per giunta alcuni anche davvero boni (vedi Jack Porter, interpretato da Nick Wechsler e Daniel Grayson, interpretato da Joshua Bowman). Dal 3o novembre è in onda il mercoledì sera su Fox Life alle 21. Buona visione.

Basta kitchen, per carità
16 settembre 2011Da un paio d’anni a questa parte siamo invasi da una nuova categoria di star, o pseudo tali. Quelli che prima erano “cuochi”, oggi sono “chef”. Basta che uno stia in tv con un mestolo in mano e, automaticamente, ecco un nuovo chef dalle cui labbra pendere assorti. Sono la prima, lo ammetto, a esser cadua nella trappola dell’uomo fascinoso che ci sa fare dietro i fornelli, e magari non solo. Però ora basta! Canali e canali hanno velleità di insegnarci a cucinare, imitando questo e quell’altro che tagliuzzano, alla julienne ovviamente, mescolano, innaffiano (di vino o olio) e ammiccano verso la telecamera e verso di noi inermi sul divano che speriamo di imparare tutto a memoria, senza prendere un appunto o altro. Per chi come me ama davvero la cucina, la predica come un culto e la vive come un arte, è un po’ irritante vederla svenduta così. Vai in libreria e anche lì gli scaffali sono pieni di manuali di cucina. Se un tempo l’unica era la strapassata Suor Germana col suo calendario gastronomico, ora abbiamo Antonella Clerici, Benedetta Parodi (contesa ovunque per quelle due banalità che spara dalla sua cucina nel famoso Cotto e mangiato, e che è perfino diventato un pluri best seller), Alessandro Borghese, che ovviamente non poteva accontentarsi di esser arrivato da qualche parte perchè figlio di BB (non la Bardot, ma la Bouchet, ahi lui), Simone Rugiati, ex naufrago e dato per fidanzato di svariate famose donne dello spettacolo. Insomma, invasi anche dove si spererebbe di trovare ben altro.
Non paga, però (proprio perchè cavolo, a me il mondo gastronomico affascina davvero), l’altra sera ho voluto vedere le prime due puntate di Kitchen Confidential – Avventure gastronomiche a New York, serial tv, nato dal romanzo scritto dallo chef (vero) americano Anthony Bourdain, e che racconta le vicende di un gruppo di cuochi capeggiati da Jack Bourdain, interpretato da Bradley Cooper, ispirato proprio alla figura di Anthony Bourdain. Speravo in una specie di Sex and the City al maschile e col grembiule (visto che il creatore è lo stesso), invece è una delle peggiori serie tv degli ultimi tempi. Ne spuntano come i funghi, ma così brutte e insipide non se ne vedono facilmente. Ora capisco perchè negli Stati Uniti l’abbiano interrotta dopo 4 puntate. Ma perchè Fox Life l’abbia voluta riproporre, essendo già andata in onda su Italia1 in passato (è del 2005), assolutamente nell’indifferenza generale, proprio non me lo spiego.
A questo punto mi tocca aspettare con ansia Master Chef…

Casalinghe addio?
10 agosto 2011Forse è arrivata la fine anche per loro, le casalinghe più famose del mondo, quelle di Desperate Housewives. Un telefilm ormai giunto all’ottava stagione negli States (inizierà il 25 settembre), ma che, causa forse anche degli ascolti piuttosto bassi raggiunti nella settima serie (effettivamente non un gran che), si accinge a dire addio ai suoi fan. Io sono fra quelli, fin dalla prima puntata e, sinceramente, il pensiero di non calarmi più nella piccola, ma intrigantissima, Wisteria Lane, mi spiace molto. Impossibile non affezionarsi alle protagoniste che non hanno mai cambiato volto negli anni: l’ex modella arrivista e viziata, Gabrielle Solis (Eva Longoria) che in una puntata riusciva addirittura a litigare con un uomo sulla sedia a rotelle al supermercato dicendogli una cosa tipo: “almeno lei è seduto, la vorrei vedere su questi tacchi 12″; l’ex donna in carriera che sacrifica il lavoro per crescere la sua numerosa famiglia composta da 5 figli e Tom, il marito più senza palle del mondo, Lynette Scavo (Felicity Huffman); l’insegnante d’asilo svampita e credulona che corona il suo sogno d’amore con Mike, l’idraulico ed ex galeotto sexy del quartiere, Susan Mayer (Tery Hatcher); la stronzissima mangiauomini per eccellenza, Edie Britt (Nicolette Sheridan); per finire con la casalinga con la C maiuscola, religiosissima ma con una serie di vicende thriller all’attivo, Bree Van de Kamp (Marcia Cross), e poi tutte le altre che in una serie o l’altra appaiono e scompaiono a coronamento delle intricatissime vicende che Marc Cherry mette in scena. Un cast coltivato negli anni con amore (nonostante si narrasse di liti furibonde fra le attrici, sempre smentite, e fra di loro e il produttore) e che, proprio Cherry, vorrebbe riunire nell’ultima puntata della serie che ormai sembra inevitabile. Ma proprio la fatalona Sheridan, fatta fuori alla quinta stagione (e che ora è in causa perchè, certo, non l’ha presa proprio bene), forse per ragioni di copione, o forse per incomprensioni proprio con Cherry, dice di non saperne nulla e comunque di non volerci essere. Un finale senza di lei sarebbe a mio parere, e non solo, piuttosto inutile, quindi la re-union non appare credibile. Quello che sembra, però, ormai certo è che dovremo fare a meno delle casalinghe, nella speranza che il loro ideatore si inventi qualcosa di nuovo e altrettanto interessante (anche se vincere così tanti premmi come Desperate non è facile). Intanto aspettiamo trepidanti, e un po’ tristi, l’ottava stagione. Forse Cherry ci ripensa… Speriamo!

E ora… ci vorrebbe un digestivo
2 luglio 2011Ieri sera avevo un impegno e così ho registrato con MySky il “nuovo” programma di Lorella Cuccarini in onda su Rai1: E ora… Ci vorrebbe un amico. Doveva essere l’occasione Rai di mostrare nuovi linguaggi di comunicazione come i flashmob e i lipdub (grandi protagonisti di questa estate, ne vedremo finalmente begli esempi nel prossimo programma in partenza il 18 luglio su MTV, Coca Cola Lipdub@MTV), e invece è l’ennesimo tentativo di strappare lacrime al pubblico di fronte alle sfighe dell’umanità (come se la gente non avesse già di che piangere a sufficienza). Quindi ecco che la Lorellona nazionale diventa un mix (letale) fra Maria De Filippi e le sue buste (che però, almeno, non fa solo l’11% di share…), gli occhi sofferenti di Barbarella D’Urso e la Carrà che riunisce famiglie, amanti e tutto ciò che l’uomo ha diviso. Il risultato però sono lipdub (video cioè girati in piano sequenza sulle note di una famosa canzone interpretata dai protagonisti in playback) di successi come Non mollare mai di Gigi D’Alessio o hit strappacuore della Pausini, tutto ciò che va contro il “nuovo”, per ancorarsi al più vecchio e trashissimo nazional popolare. La solita tv del dolore condita di abbracci, lacrime, anelli di fidanzamento, dichiarazioni d’amore e amicizia infinita, senza far mancare anche una bella performance di Al Bano (potevamo risparmiarcelo?) e video messaggi nostalgici e piagnosi. Insomma: l’ho visto a colazione e ora sto trovando un modo per digerire la brioches.

The Kennedys? I Like
16 giugno 2011Dopo 4 puntate, mi sbilancio: la serie tv The Kennedys, in onda tutti i martedì sera su History Channel (in Italia, perchè all’estero il canale si è rifiutato giudicandola un’«interpretazione drammatica dei fatti non adatta al marchio History», attento all’attendibilità dei suoi prodotti), mi piace. Preceduta da infinite polemiche, nate ancora prima che venisse girata, questa mini serie in 8 puntate ha scatenato un vero e proprio dibattito sullatatendibilità dei fatti presentati. Alcuni poi, e non solo chi polemizzava ancor prima di vedere la pellicola in tv, ma anche giornalisti bravi come Federico Rampini di Repubblica, hanno abbastanza criticato il tutto, peccando di inventare anche alcune cose che poi in tv non si sono in effetti viste (tipo che sarebbe stato John Kennedy, che per tutti gli 8 episodi viene chiamato Jack, suo soprannome, a far costruire il muro di Berlino. In realtà non viene raccontato questo, solo viene insinuato che lui non volesse opporsi più di tanto alla cosa). Insomma io, da profana di storia, o almeno non da esperta, giudico solo per quello che vedo, e cioè una bella serie tv: appassionante, interessante e ben recitata (nonostante la presenza di Katie Holmes, famosa per la sua perenne identica espressione con il mezzo sorriso laterale). JFK, interpretato da Greg Kinnear, e Bob sono molto credibili. Raggiunta la metà, quindi, proseguo felicemente. I Kennedy, perciò, hanno comunque vinto con me.

Isola dei famosi 8: il cast
30 gennaio 2011
Mancano due settimane all’inizio dell’ottava edizione dell’Isola dei Famosi e, finalmente, abbiamo i nomi dei concorrenti. Non che non stessi più nella pelle per scoprirli, anzi, era una rottura che ogni giorno ci fosse il toto naufraghi. Ora almeno è svelato l’arcano e sappiamo che si sfideranno “famosi” contro “parenti di”. Sbarcheranno: Matteo Materazzi, fratello del calciatore Marco e Abigail Balotelli, sorella di Mario, che prende così il posto dell’ex pugile Loris Stecca. Ci sarà anche il cantante Luca Dirisio, il danzatore Raffaele Paganini, e Francesco Rapetti, figlio di Mogol e Francesca De Andrè, figlia di Cristiano. Le bonazze di quest’anno sono: la ex velina Giorgia Palmas (che lascia a casa una bambina di pochi anni), Raffaella Fico (la visionaria che dice di aver avuto una storia con Cristiano Ronaldo) e la soubrette brasiliana Magda Gomes. Per gli uomini si annovera il modello Thiago Alves. A loro si affiancheranno la figlia del conduttore ed esploratore Ambrogio Fogar, Francesca, e Killian Gastineau, il figlio di Brigitte Nielsen. A tener alta la bandiera delle stagionatelle, ci penserà Eleonora Brigliadori e per le appassite c’è Gianna Orru, la madre di Valeria Marini. Per non farsi mancar nulla vedremo anche Daniel McVicar, meglio conosciuto come Clarke Garrison di Beautiful e, in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia, pure un pronipote di Garibaldi. A commentare in studio saranno Alba Parietti e Vladimir Luxuria. Sinceramente non ho grandi aspettative sulla buona riuscita della trasmissione, che già l’anno scorso è stata piuttosto pallosa, vinta da un personaggio abbastanza palloso pure lui che è Daniele Battaglia, poi comunque ritornato nel dimenticatoio. L’appuntamento è confermato per il 14 febbraio, in prima serata contro il Grande Fratello (quest’anno interminabile), su Rai2. Per chi ne avesse voglia e coraggio.








La mia Terapia d’Urto
24 aprile 2012Ieri è iniziata una nuova serie tv di cui non posso già più fare a meno: “Terapia d’urto“. La carismatica dottoressa Danielle Santino (Callie Thorne), fresca di divorzio, accetta un impiego che le cambierà la vita. Dopo una notte infuocata con Matthew Donnally (Marc Blucas), affascinante assistente coach di un’importante squadra di football, diviene psicoterapeuta di uno degli atleti di punta di questa. Ma il compito non è semplice, e infatti l’ingaggio della dottoressa è molto alto, ma Danielle è una dura e riesce inaspettatamente a farsi valere anche con il più testardo dei quarterback. Ben presto sarà la più richiesta fra atleti, musicisti e celebrità, che ne elogiano la particolare terapia d’urto, appunto. Il suo lavoro, però, fa un po’ a botte con la sua vita privata dove, da neo madre single, Danielle è impegnata a crescere ben due adolescenti e ad arginare una madre patita di scommesse. La sfida sarà trovare quindi il giusto equilibrio tra il suo nuovo lavoro di successo e la sua vita famigliare. “Terapia d’urto”, titolo originale “Necessary Roughness”, trae ispirazione dalla storia vera della dottoressa Donna Dannenfelser, che lavorò come psicologa per la squadra di football dei New York Jets. La serie negli USA ha avuto molto succeeso, totalizzando in media 5.5 milioni di telespettatori ed è stata già rinnovata per una seconda stagione (Olè!). Callie Thorne, la protagonista, è stata nominata ai Golden Globes 2012 nella categoria Best Performance by an Actress in a Television Series — Drama, perchè in effetti è molto capace e credibile nel ruolo. Io, come ho detto, sono già innamorata di questo connubio psicologia/sport, agonismo/amore. Era proprio il periodo giusto per iniziare una serie così, grazie Fox Life che la trasmette ogni lunedì sera dopo “Grey’s Anatomy”.
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