Tre ex stimati professionisti, ex mariti ed ex uomini felici che hanno mandato, come si suol dire, tutto in vacca. Tre ex, insomma, che, non sapendo più come tirare la fine del mese fra spese di avvocati, assegni di mantenimento e debiti vari, si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto. Molto diversi fra loro faranno decisamente fatica a trovare un loro equilibrio dividendo l’affitto e la tristezza. A sconvolgere ancor di più le loro esistenze arriva Gloria, un’insana cardiologa, che però per Ulisse, Carlo Verdone, sarà molto di più. Quello del divorzio è un tema molto complesso, difficile da trattare, soprattutto in una commedia. Ma Verdone in Posti in Piedi in Paradiso riesce magistralmente nell’impresa raccontando un disagio, senza demonizzare nessuno (le donne non sono i carnefici, sebbene siano una persecuzione costante degli ex), ma facendo ridere e pensare contemporaneamente. Difficile trattenere la risata in alcuni punti, dove anche Pierfrancesco Favino, nel film l’ex critico cinematografico Fulvio, appare divertente come non mai. Magistrale interpretazione di Micaela Ramazzotti, dottoressa svampita e decisamente troppo emotiva, molto sensuale senza mai esser volgare, che fa davvero ridere con grande credibilità, e Marco Giallini, romanaccio inciucione e sbruffone, ma dal cuore debole (in tutti i sensi). “Il mondo occidentale sta vivendo un momento di grande disagio, e volevo che questo passasse attraverso il film – racconta Verdone, incontrato all’anteprima milanese della pellicola -. Sembriamo tutti legati, appiccicati alla nostra condizione con lo scotch. C’è grande fragilità, ma forse è proprio la commedia quella che può raccontare meglio questa situazione. Se illuminata, la commedia dà il meglio di sé e spero di essere riuscito a narrare, tramite la mia storia, questi nuovi poveri, che sono spesso anche i padri divorziati, una vera emergenza sociale”. Secondo me c’è riuscito benissimo e dal 2 marzo, giorno d’uscita nelle sale, potrete giudicarlo anche voi. Buona visione!
Archivio per febbraio 2012

Il segreto della comodità
25 febbraio 2012C’è una cosa più fastidiosa di quando la sera, dopo uuna lunga giornata e una lunga nottata, prima di andare a letto, tocca struccarsi? Chiaramente le donne sanno esattamente a che sensazione sgradevole mi riferisca. La tentazione di andare a dormire con il mascara che impasta le ciglia, il rossetto appassito che secca le labbra, il fondotinta che occlude i pori della fronte è sempre molto forte e molto spesso cediamo al desiderio di affossarci a letto, piuttosto che fare un favore alla nostra pelle. Eppure una soluzione rapida, efficace e ottimale c’è! Ho scoperto delle salviette fantastiche che struccano senza scorticare la pelle, anzi lasciano il viso fresco e pulito in un solo gesto. Sto parlando delle salviettine straccanti Olaz Essentials (in vendita da aprile, € 2,99. La linea completa prevede anche latte detergente e tonico). Morbide e umidifcate rimuovono facilmente le impurità e il sebo in eccesso senza la necessità di risciacquarsi la faccia dopo l’uso. Grazie alla loro formulazione, senza coloranti o profumazioni, ma con agenti altamente idratanti e capaci di alleviare rossori, assicurano nutrizione, protezione, pulizia ed effcacia. Fantastico, no? Sono sempre stata una fervente nemica delle salviette perché, onestamente, tutte quelle provate in precedenza erano troppo aggressive, oppure la mattina dopo sentivo la pelle della faccia tirare più che mai. Usando queste, invece, nessun problema riscontrato. Ovvio, consiglio sempre di lavare il viso con un detergente, struccare gli occhi con uno struccante ad hoc, passare sul viso un buon tonico, stendere un siero e poi una crema notte prima di coricarsi… ma so che nessuna di noi lo fa, perciò ecco il segreto della comodità.
Per altri prodotti Olaz, consiglio un giro sul sito ben fatto e con una sezione di consigli personalizzati per la propria pelle.

Freak
24 febbraio 2012Vedo questa foto e mi sovvengono due considerazioni:
1. Eva Longoria, la casalinga più glamour di Desperate Housewives, al party organizzato dalla sua fondazione e da Vanity Fair al suo locale Beso era meravigliosa nello scollatissimo abito di seta nera di Cushnie et Ochs con ai piedi altissime pump di Brian Atwood.
2. Le sorelle Williams, Serena e Venus, famose campionesse di tennis, invece, sembrano, accanto a lei, due giganteschi e un po’ paurosi trans, quasi che Eva non si trovasse ad Hollywood, ma al Borgo una qualsiasi domenica sera – e so che i miei amici gay non mi smentiranno…

Parola di super Carla
24 febbraio 2012Ieri sera, partecipando a un evento beauty, mi sono avvicinata per la prima volta a un marchio che non conoscevo. Sapevo della sua esistenza per le “famose venditrici”, ma non avevo mai avuto modo di toccare con mano (ora il mio beauty si è arricchito del nuovo rossetto Shine Attract, colorato all’interno, scintillante e performante fuori – in 10 tonalità, € 13,50). Sto parlando, chiaramente, di Avon. In tutta onestà, l’evento sarebbe stato uno dei tanti (fin troppi) della settimana della moda milanese se non fosse che, ospite d’onore della serata era la insuperabile Carla Gozzi. Immancabile. Divenuta celebre con il programma di Real Time Ma come ti vesti? con Enzo Miccio (con il quale conduce anche Shopping Night), Carla in realtà non si occupa solo di style, ma dal 2010 è anche regina della sua Carla’s Academy, una scuola con corsi di 4 livelli , interamente dedicati allo stile personale e al suo raggiungimento. Corsi per personal shopper e per stilisti, venditori, gerenti, rappresentanti e, per le più piccole, dal 2011 esiste Carla’s Academy kids, dedicato alle bambine fra i 6 ai 12 anni per crescere con gusto non sbagliare mai – da non crederci. Insomma Carla è un guro a tutto tondo e non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di farmi dare dei consigli di Beauty che qui condividerò:
l’acerrimo nemico di Carla è la disidratazione. Per lei non c’è cosa peggiore che avere labbra e mani disidratate. Anzi c’è qualcosa di peggio: usare una matita per il contorno labbra e un rossetto di tonalità troppo diversa dal proprio incarnato. Altro “mai più con” di Carla è la scelta di focalizzare il make up sia sugli occhi, con un trucco, diciamo, “pesante”, sia sulle labbra con un rossetto altrettanto marcato. Too much, da evitare!
ps: off record, Carla mi rivelato un altro segreto. 
Il prodotto a cui mai e poi mai rinuncerebbe e che tutte noi dovremmo possedere secondo lei è Yves Saint Laurent Touche Éclat N.3, il correttore liquido must have per coprire le occhiaie senza appesantire l’occhio e cancellando in un tocco le piccole rughe. Una meraviglia che si aggira intorno ai 30 euro, un miracolo realizzabile insomma.
- Yves Saint Laurent Touche Éclat N.3

Dopo Puglisi, Sarli. E Carlo
20 febbraio 2012Per la serie “eccocosahoimparatoquestosanremo” vorrei segnalarvi un altro maestro dello stile italiano: Fausto Sarli. Ebbene è suo l’abito nude look sfoggiato in apertura dell’ultima puntata del Festival di Sanremo da quella cavallona tutta gengive e sensualità di Ivana Mrazova. Un vestito che lascia senza fiato. Stupendo anche quello rosa, sempre sfoggiato all’ultima puntata, con uno strascico degno di una vera principessa. Ma chi è Fausto Sarli? Napoletano, è stato uno dei massimi esponenti dell’alta moda romana, era uno dei prediletti dalla Diva, Elizabeth Taylor. Insomma, unio che ne sa. I suoi abiti da sposa sono qualcosa di decisamente unico. Una risposta italiana agli abiti di Vera Wang. Esagero? Frose, ma fare i complimenti non è mai un male. Intanto approfitto per segnalare un’altra novità sanremese che mi ha colpita: Carlo. Anzi, Celeste Gaia, l’interprete di una delle più belle canzoni di questo Festival, Carlo appunto, eliminata subito dalla gara ma, subitaneamente entrata nei trend topic di Twitter (gli argomenti più discussi) e subito regina di Facebook e iTunes. E io l’adoro già. Canzone top, lei top, quindi rieccola qui sotto per chi se la fosse persa.

Beauty, ma date più tempo a Clio
19 febbraio 2012Nonostante faccia parte del mio lavoro, finora non ho mai voluto qui, sul blog, dare consigli di beauty o dire la mia su questo o quel prodotto. Però ieri ho finalmente visto una puntata del programma Clio makeup, in onda su Real Time, di cui avevo molto sentito parlare (onestamente non bene), ma non avevo mai avuto occasione di vedere. Speravo finalmente di vedere un programma per imparare a truccarsi, una specie di tutorial in cui trovare consigli e astuzie per ottenere un trucco semplice, pratico, veloce e, nel caso, ad hoc per certe occasioni. Purtroppo però Clio, cioè l’esperta (e lo è davvero) scelta per insegnare, non mi sembra gran che in grado di farlo, ma non perché non ne abbia le competenze, tutt’altro! Non ne ha il tempo materiale. Ottima truccatrice, make up artist, come si dice, non ha però il tempo tecnico di trasmettere le sue conoscenze al prossimo. Vedere che lei si trucca abilmente (seppur poi alcune scelte siano discutibili, ma sfido a esser sempre concordi con un artista), non serve, però, a imparare a farlo di conseguenza. Anche le ospiti che vanno da lei con le richieste di questo o quel trucco che vorrebbero imparare a fare, vengono affiancate a Clio che parte a razzo e devono cercare sostanzialmente di starle dietro, con dubbi risultati. Tutto ciò a che pro, quindi? Io, proprio perchè faccio la beauty editor di mestiere, ne ho seguite di lezioni di trucco, e posso garantire che un truccatore professionista generalmente sa, e vuole, trasmettere la propria conoscenza affinché poi, tramite i suoi consigli, una persona possa riprodurre anche in sua assenza, ciò che ha imparato. Qui, quando finisce la puntata, si prova una sensazione di straniamento, in cui io non mi sento di saperne più di prima, purtroppo. Peccato! Era davvero una bella occasione per fare finalmente un programma tv utile e pratico per le donne che non hanno modo di andare a lezione di make up (anche se da Sephora in corso Vittorio Emanuele a Milano, al corner Make up For Ever, organizzano corsi individuali o di gruppo fantastici, e che consiglio) e così avrebbero l’opportunità di imparare qualcosa. Scritta in questo modo la puntata, francamente, mi sembra davvero poco utile. Forse il “problema” è che Clio, scelta per il successo ottenuto grazie ai tutorial che postava da New York su YouTube, non è effettivamente messa nelle condizioni di insegnare a un prossimo attivo, e non passivo che la segue dal pc facendo play e stop. Speriamo che la prossima stagione, se la faranno, sia più distesa e utile perché, dopo aver conosciuto Clio, vi assicuro che può dare molto, ma molto di più!

Superare, forse
17 febbraio 2012Sono giorni che mi pongo insistentemente una domanda: quando passa? Mi si potrebbe obiettare: tutto dipende da cosa si vuol far passare. Ma la mia è una domanda riferita al dolore, in generale. Che sia dolore scaturito da una perdita, un lutto, oppure un dolore nato da un’emorragia: di lacrime, di amore, di speranza. Sono alcuni mesi che mi trovo impantanata, soffocata, fra dubbi e in un mix di emozioni da cui non so salvarmi. Sono ingolfata. Eppure dicono che passi, tutto passa. Chiaro. Ma quando? Se qualcuno conosce una ricetta, un vecchio rimedio della nonna, un antidoto al dolore, prego di segnalarmelo. Inutile che si sponsorizzi “il chiodo scaccia chiodo”, il sesso, i ricordi positivi, le immagini belle per dimenticare quelle brutte. Non serve. Il nuovo non sostituisce il vecchio. Un’immagine si sovrappone, non cancella quella sotto. Quindi? Solo il tempo cura le ferite? E in quanto va quantificato questo benedetto tempo? Alcuni suggeriscono di confrontarsi col dolore. Scontrarsi con lui per caso tutti i giorni non basta. Imbattersi involontariamente in ricordi, facce, emozioni non vale. Pare si debba proprio fermarsi, guardarlo dritto negli occhi questo dolore e riuscire a dire: “non ne vali troppo la pena, alla fine”. Ma dev’esser un pensiero sincero, altrimenti raccontarsela non serve. Arrivare a quel pensiero, è proprio quella la parte difficile. Sembra un gatto che si morde la coda. E io mi mangio le mani.

Evviva Fausto
16 febbraio 2012Che dire, spesso si scoprono cose nuove, cose belle. Questo è il caso dei vestiti di Fausto Puglisi, stilista che, certamente famosissimo e conosciuto ai più, per me è una vera sorpresa. L’occasione per avvicinarmi alle creazioni di questo fashion designer italianissimo è stata la seconda serata della sessantaduesima edizione del festival di Sanremo dove Belen ha scelto di indossare i capolavori di Puglisi appunto. Davvero abiti eccezionali: audaci, eleganti, adatti. Chiaro che il dubbio se Belen indossasse o meno le mutande sotto il secondo abito fluo rimane, ma chissenefrega anche. Il vestito, sebbene un po’ “real time” per i colori, era proprio bello. Fighissima lei, tanto quanto il suo look. Anche il primo scelto, panna, da dea greca, era super. D’altronde Belen sbaglia difficilmente, e già lo scorso anno, sempre per lo stesso palco aveva già dato a lui la sua fiducia. Ma non è l’unica ad amarlo. La Regina in persona lo ama, Madonna lo ha indossato, infatti, spesso e al Super Bowl, accanto a lei, l’ha scelto la rapper M.I.A. e Nichi Milay. Beyoncè è un’altra che indiverse occasioni ha messo abiti Puglisi, così come Katy Perry. Da adesso in poi, non lo indosserò ahimè, ma di certo lo seguirò con molta più attenzione. Bravo Fausto!

Il condomio dell’amore
10 febbraio 2012Ho finito un libro iniziato quasi per caso. Di certo per curiosità, un po’ per invidia. L’ho letto pensando di trovarci dentro una storia come tante, presumibilmente d’amore, certamente ironica e divertente come la sua scrittrice. Sì, perchè non l’ho comprato incuriosita dalla trama o dalla copertina fashion, ma me lo sono fatta prestare dalla mia amica, ed ex capa, che l’ha scritto di suo pugno. Per questo l’ho divorato con invidia, perchè anche io vorrei tanto scrivere un libro, e lo sto facendo, quindi volevo vedere un po’ come si fa ad inventarsi un personaggio, una storia e raccontarla con semplicità ammaliando e coinvolgendo il lettore. Semplicemente: non si fa. Claudia non ha inventato nulla (o quasi, chiaramente – non è un’autobiografia), ma si è raccontata. O meglio, si è svelata attraverso il racconto dei suoi amori che, fin dall’adolescenza, hanno messo, mattone dopo mattone, le basi del suo condominio, il condominio dell’amore. Sto infatti parlando del romanzo Il Condominio, scritto da una Carrie Bradshaw come Claudia Riva. Abbiamo lavorato insieme, ci siamo conosciute veramente (e non solo di sfuggita a qualche festa come nel passato) nei due mesi di delirio Disney che abbiamo condiviso, ma come la conosco ora, non sarebbero bastati 20 mesi insieme. Il suo è un romanzo davvero divertente, ma vero. Si sente che c’è lei dentro, ma anche fuori, intorno, ovunque. Una Claudia forte, agguerrita, come è lei appena la si conosce, coi suoi tatuaggi, gli occhi neri e i teschi che le spuntano da tutte le parti, ma anche una Claudia piccola, nel senso fragile, insicura, che ti viene voglia di abbracciarla. Insomma un romanzo a cui sono grata, per avermi mostrato quello che c’è dentro, e non solo il glamour e la pazzia che c’è fuori Claudia. Un romanzo insomma, che consiglio. Perchè racconta l’amore, ma senza le bugie comuni che lo circondano – il principe azzurro non esiste e lei non lo nomina neppure, infatti – e con tutta la franchezza possibile. Più adatto alle donne forse, ma che dovrebbero leggere anche gli uomini per capirci qualcosa di questo mondo che loro calpestano di continuo. Affrettatevi però, perchè la Riva è già quasi pronta con il secondo.









Il red carpet 2012 secondo me
27 febbraio 2012I migliori abiti di Chastain, Rancic, Keibler, Paltrow
Tralasciando i commenti “tecnici” sui film, nonostante sia felicissima per il trionfo di The Artist e Meryl Streep, ecco le best and worst dressed degli Oscar 2012 secondo me. Gli abiti migliori, a parer mio, sono stati quelli indossati da Stacy Keibler, nuova fidanzata di George Clooney, in Marchesa, che è quasi sempre una garanzia. Altro abito stupefacente quello di Gwyneth Paltrow firmato Tom Ford. Jessica Chastain era perfetta in Alexander McQueen, un abito broccato, davvero regale. Meravigliose in chiaro anche Cameron Diaz in Gucci Premiere e la presentatrice di E! Entertainment, Giuliana Rancic in Tony Ward. Molto, molto, adeguate le due dive Glenn Close in Zac Posen e Meryl Streep in Lanvin. Giudizio tiepido invece per Angelina Jolie in atelier Versace: abito stupendo, ma il velluto troppo pesante per il periodo, forse in dicembre sarebbe stato più apprezzato. Anche l’abito di Penelope Cruz Armani Privè era molto bello, peccato il colore non le donasse particolarmente. Stesso giudizio per l’abito Givenchy di Rooney Mara, molto bello, ma non mi ha convinto appieno. Un no secco invece per Michelle Williams in Louis Vuitton, che però non ha mai brillato per buon gusto, e Sandra Bullock in un abito di Marchesa decisamente troppo castigato. Troppo modesto l’abito Dior Couture a pois di Natalie Portman. Eccessiva, invece, Jennifer Lopez, fasciata in un abito di Zuhair Murad. Un po’ troppo pacco regalo, e con un fiocco già visto in passato, Emma Stone in Gianbattista Valli. Sono ancora indecisa rispetto all’abito della bravissima Shailene Woodley che vestiva Valentino. Probabilmente, alla fine, lo amerò
Abiti no: Williams, Lopez, Bullock, Stone
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