
Basta kitchen, per carità
16 settembre 2011Da un paio d’anni a questa parte siamo invasi da una nuova categoria di star, o pseudo tali. Quelli che prima erano “cuochi”, oggi sono “chef”. Basta che uno stia in tv con un mestolo in mano e, automaticamente, ecco un nuovo chef dalle cui labbra pendere assorti. Sono la prima, lo ammetto, a esser cadua nella trappola dell’uomo fascinoso che ci sa fare dietro i fornelli, e magari non solo. Però ora basta! Canali e canali hanno velleità di insegnarci a cucinare, imitando questo e quell’altro che tagliuzzano, alla julienne ovviamente, mescolano, innaffiano (di vino o olio) e ammiccano verso la telecamera e verso di noi inermi sul divano che speriamo di imparare tutto a memoria, senza prendere un appunto o altro. Per chi come me ama davvero la cucina, la predica come un culto e la vive come un arte, è un po’ irritante vederla svenduta così. Vai in libreria e anche lì gli scaffali sono pieni di manuali di cucina. Se un tempo l’unica era la strapassata Suor Germana col suo calendario gastronomico, ora abbiamo Antonella Clerici, Benedetta Parodi (contesa ovunque per quelle due banalità che spara dalla sua cucina nel famoso Cotto e mangiato, e che è perfino diventato un pluri best seller), Alessandro Borghese, che ovviamente non poteva accontentarsi di esser arrivato da qualche parte perchè figlio di BB (non la Bardot, ma la Bouchet, ahi lui), Simone Rugiati, ex naufrago e dato per fidanzato di svariate famose donne dello spettacolo. Insomma, invasi anche dove si spererebbe di trovare ben altro.
Non paga, però (proprio perchè cavolo, a me il mondo gastronomico affascina davvero), l’altra sera ho voluto vedere le prime due puntate di Kitchen Confidential – Avventure gastronomiche a New York, serial tv, nato dal romanzo scritto dallo chef (vero) americano Anthony Bourdain, e che racconta le vicende di un gruppo di cuochi capeggiati da Jack Bourdain, interpretato da Bradley Cooper, ispirato proprio alla figura di Anthony Bourdain. Speravo in una specie di Sex and the City al maschile e col grembiule (visto che il creatore è lo stesso), invece è una delle peggiori serie tv degli ultimi tempi. Ne spuntano come i funghi, ma così brutte e insipide non se ne vedono facilmente. Ora capisco perchè negli Stati Uniti l’abbiano interrotta dopo 4 puntate. Ma perchè Fox Life l’abbia voluta riproporre, essendo già andata in onda su Italia1 in passato (è del 2005), assolutamente nell’indifferenza generale, proprio non me lo spiego.
A questo punto mi tocca aspettare con ansia Master Chef…
